| Giovani, lavoratori, minori: i nuovi poveri dell'Italia in crisi |
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Arrivare a fine mese è una sfida per un numero sempre maggiore di europei e italiani. Il risparmio sembra una parola scomparsa dal dizionario: non bastano i soldi, quindi è impossibile accantonarli. È la fotografia di un paese sotto scacco quella del nuovo "Rapporto sui diritti globali".
Oggi, ogni 100 euro se ne risparmiano mediamente 10, mentre nel 1990 il risparmio era di 23 euro. Gli under 35 sono quelli più in difficoltà: meno di uno su tre (28,6%) riesce a mettere qualcosa da parte. Fascia debole è anche quella dei minori, immigrati e over 65. E se i risparmi diminuiscono, crescono i debiti: +1% in generale, + 6% per i mutui per l'acquisto di abitazioni. Ma chi se li può permettere è sempre più una minoranza: nel 2004 era il 62% degli italiani, nel 2011 si è arrivati a stento al 48%. Anche il credito al consumo sta diventando un lusso perchè, semplicemente, si rinuncia a consumare. Se questa è la situazione, i dati relativi alla povertà non stupiscono: in Europa oltre una persona su 5 è povera (23,4%, - 115,5 milioni di persone). La maggiore concentrazione è nelle Repubbliche Baltiche e nei paesi dell'Est (tra il 30% e il 42%), mentre la media è inferiore in Svezia, Olanda e Repubblica Ceca (15%). Giovani e minori sono i più colpiti: il 26,9% tra 0 e 17 anni, ma anche la quota di over 65 è rilevante (19,8%). Avere un lavoro non impedisce la caduta nella povertà nell'8% dei casi, che arrivano al 22% se si considerano anche le persone a rischio. I dati sull'Italia non di discostano molto. Il rapporto parla di un 24,5% di poveri, "mentre con le misurazioni Istat si scende a 15,6%", di cui il 4,6 poveri assoluti. Vivere a Nord o a Sud fa la differenza: rispettivamente 4,9% contro 23%. Il ceto medio, chi ha un titolo di studio medio-alto, i lavoratori scivolano sempre più verso l'impoverimento. I working poors (pov Tra le famiglie con tre o più figli l'incidenza della povertà relativa tocca il 30,5%. Anche le famiglie migranti sono colpite (43,9% contro il 17,4% delle famiglie di soli italiani), soprattutto composte da soli stranieri (il rischio sale al 49,1%, contro il 32,7% per le famiglie miste). |



















